domenica 16 aprile 2017

LA SFIDA DEL CAMPIONE DEL MONDO, L'UOMO VAPORE, A TORRE ANNUNZIATA!!!

Come abbiamo appurato nel corso di questi anni con la pubblicazione di centinaia di post sulla nostra Torre Annunziata, possiamo ben dire che tanti nostri concittadini, nel secolo scorso,  sono riusciti a regalarsi momenti di autentico entusiasmo, integrando il sano divertimento e la passione sportiva come diversivo alla frenetica attività lavorativa a cui erano sottoposti.
Proprio nel 1908, anno in cui si è svolta questa manifestazione di cui raccontiamo oggi, risale la nascita della maggiore passione sportiva dei torresi, il Savoia, ma non è di calcio che ci occupiamo oggi. 
Grande merito di queste gare podistiche, ciclistiche e sportive in generale, sono da attribuire ad  un personaggio di cui ci occuperemo nei prossimi post, a completamento della conoscenza  della sua figura di uomo, sportivo e insegnante: Carlo Conte, maestro di ginnastica e scherma, autentico faro delle attività ludiche e ginniche dei giovanotti torresi negli anni che vanno dal 1890 al 1920.
Il 22 novembre 1908, nello spazio antistante le Montagnelle, si svolse una curiosa gara  sportiva a cui erano presenti almeno duemila spettatori, assiepati in ogni dove, che prevedeva la partecipazione di due atleti podisti, Ortegue e Weiss, pronti a sfidare gli sportivi locali in una gara in cui, loro due, correvano a piedi e gli altri... in bicicletta o a cavallo!!! 
Le gare erano intervallate con altre corse riservate ai giovani e ai giovanissimi, dove, in entrambi i casi, i successi furono conquistati dai figli di Carlo Conte, Spartaco e Tullio.
Proprio Tullio Conte sarà il protagonista, due anni dopo questa gara, nel 1910, del miracoloso salvataggio nelle acque del mare oplontino delle figlie del Prof. Luigi Cuccurullo, ormai quasi annegate, e di cui ci occupammo tempo addietro,
                            https://goo.gl/lZ0bPJ


Inutile dire che la manifestazione fu un successo, nonostante il notevole esborso economico per l'organizzazione e per i rimborsi ai due atleti, Ortegue e Weiss.
Tra l'altro, incuriositi dalla presenza di questi due atleti stranieri, abbiamo cercato  notizie ulteriori in rete, e alla fine,   possiamo confermarvi che si trattava di due autentici campioni di livello mondiale per quanto riguarda la corsa pedestre.
Un capitolo a parte meriterebbe Luis Ortegue, nato a  Nimes nel 1878, vincitore di tante maratone e detentori di diversi record mondiali, come riporta il volantino di presentazione che pubblicizzava una gara nel 1905 a Varese, riportato in basso.
Questo tipo di sfida era abbastanza frequente in Italia, ma era stata la prima volta che venne organizzata nel napoletano, e Torre Annunziata non poteva non essere che la prima città a fare ciò.
A conferma dell'entusiasmo che scatenò la manifestazione, rileggiamo le righe finali dell'articolista de "La Tromba " :         
"Da per ogni dove scoppiarono applausi e molti erano emozionati.  In ultimo l'Ortegue fu levato in alto da un gruppo di spattatori e portato in trionfo! "   

Organizzazione, Serietà, Passione.

Questo era Torre Annunziata.

Buona lettura, l'articolo lo merita.



La Tromba 6 Dic. 1908- 1 parte

La Tromba, 6 Dic. 1908, 2 parte

Dalla rete

Volantino evento , Ortegue, Weiss e Michallef, Varese 1905



domenica 9 aprile 2017

OLGA ELIA: SUCCESSE TUTTO PER COLPA SUA?



La morte è uguale per tutti, su questo non ci sono dubbi.
Non tutte le lapidi sono uguali, questa è l’unica differenza visiva.
Ci sono alcune che richiamano l’attenzione per lo sfarzo, per le massicce rotondità dei marmi, impresse da lettere e numeri dorate e imponenti;
altre per il contorno meraviglioso di vasi, splendidamente ornati, da fiori profumati e multicolori, vistosissimi;
altre, ancora,  attraggono per la loro semplicità, per la loro dignitosa pulizia;
e poi ci sono quelle che,  a leggerne la frase  scolpita, fosse anche il solo nome e cognome, danno la sensazione di ritrovarsi davanti al loculo di una persona che, nel corso della sua vita terrena, abbia lasciato una traccia, un segno del suo passaggio, una storia importante.
E’ la sensazione che mi è capitata quando, nel mio passaggio usuale nel nostro cimitero comunale, mi sono ritrovato a guardare questa lapide, semplice, non particolarmente sfarzosa, ma lineare, pulita, decorosa.  




Ricordo che avevo già  sentito questo nome.
Era il 2012 quando il mitico direttore Massimo Corcione , dalle colonne di “Torresette”,  nel ricordo della scomparsa di Anna Sansone, scriveva  tra l’altro
“…  straordinaria persona cresciuta all’ombra di una personalità travolgente: Olga Elia.”

Nel corso degli anni, ho constatato che le parole di Corcione , sono come quelle lettere d’oro stampate nel marmo, autentici sigilli di garanzia, dei punti esclamativi senza possibilità di discussione: Olga Elia doveva essere stata una donna straordinaria!

Cosi iniziai il viaggio alla ricerca di notizie e fatti che la riguardassero.

Aiutandoci con Wikipedia ripercorriamo le tappi salienti della sua vita.
Olga Elia nacque a Nocera Inferiore il 20 Aprile 1902.





Dopo essersi laureata a Napoli nel 1924, insegnò a Ravenna e a Campobasso  come docente liceale.
Dopo qualche anno, venne chiamata dall’allora Soprintendenza alle Antichità della Campania e del Molise.
Su incarico di Amedeo Maiuri, soprintendente campano, collaborò alla catalogazione sistematica delle pitture murarie di Pompei, al riordino di diverse collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e dell'Antiquarium pompeiano e seguì gli scavi di Pompei.

Nel 1933 entrò definitivamente nei ruoli del Ministero e, dal 1940, le fu affidata la direzione degli scavi di Pompei,  incarico che mantenne fino a quando non fu rimossa improvvisamente, per motivi mai chiariti, nel giugno 1960.

In effetti,  i  motivi mai chiariti, furono ufficializzati come una rimozione dovuta ad una veloce inchiesta del Ministero , ma c’erano  evidentemente altri fattori che accelerarono le conclusioni dell’inchiesta, come argutamente scrivono Lucia Gervasini e Grete Stefani in “Dizionario biografico dei soprintendenti archeologici  ( 1904-1974)”.
 Nel paragrafo dedicata a Olga Elia, scrivono infatti, “…   i reali motivi di questa rimozione da tutti gli incarichi fino ad allora assegnati senza alcun nuovo compito non sono ufficialmente noti e potrebbero derivare esclusivamente da contrasti personali per futili motivi e incomprensioni [...]”.

Quali sarebbero questi futili motivi e incomprensioni e con chi ebbe questi problemi la Elia ?
Questo, al momento, non siamo in grado di saperlo.
Sicuramente si sarà trattato di qualche personaggio importante e autorevole, uno che contava molto, moltissimo, nell’ambito archeologico.
Ormai la sua bravura e la sua autonomia, dopo vent’anni di amministratrice degli scavi piu’ importanti al mondo, infastidirono non poco i vertici “nostrani”.
L’occasione per liberarsi di Olga Elia  avvenne nel giugno del 1960, quando a causa di una serie di  continui furti negli scavi pompeani, il Ministero della Pubblica Istruzione  rimosse dalla carica la Elia, come riporta un articolo de “La Stampa “ dell’epoca


 
La Stampa 19 -6-1960
 


“Una ventina di furti e sfregi avvenuti negli ultimi tempi…”
Un caso, una combinazione oppure una congiura orchestrata ad arte per mettere in cattiva luce la Elia e giustificare la rimozione dal prestigioso incarico?
Non lo sappiamo.
Certo che leggendo l’articolo c’è da rimanere allibiti!

“L’arresto di un custode per presunto furto di un puttino...”

“Solo 6 persone addette alla manutenzione dei muri , del verde e dei monumenti su una zona di 66 ettari…   (!)

Tutta colpa di Olga Elia?
Per il Ministero, si.


Dopo la rimozione dell'incarico , rimase ferma un anno intero, umiliata e addolorata, ma non doma. 

Nel 1961, l'anno successivo, venne nominata Sopraintendente archeologica della Liguria, carica che mantenne fino al 1967, anno del pensionamento.
Con questa carica, la sua opera si concentrò soprattutto sull'area di Luni,  culminando nell'inaugurazione, il 18 Luglio 1964, del Nuovo Museo Archeologico  dell'antica  Luni.
Importanti anche gli scavi a Bocca di Magra, ad Ameglia, che riportarono alla luce una villa romana.  

Dopo il pensionamento, nel 1967, si dedicò all'insegnamento, tenendo la cattedra di Archeologia e Storia dell'arte greca e romana presso L’Università di Bari fino al 1972. Socia dell'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, corrispondente della  Pontificia accademia romana di archeologia e membro dell'Istituto Archeologico Germanico, venne  insignita della Medaglia d'argento per la cultura del Ministero della Pubblica Istruzione  e Cavaliere al Merito della Repubblica. Morì il 3 Giugno 1977, le sua spoglie riposano nel Cimitero di Torre Annunziata.

Ci è sembrato doveroso inserire e riproporre queste piccole note a margine di un avvenimento  che ha segnato una pagina importante nella storia degli scavi pompeani.
Non è nostro compito, né nostra intenzione, aprire un dibattito o una discussione dopo oltre cinquant’anni trascorsi dall’evento principale riportato in questo post, ovvero la rimozione dall'incarico di Olga Elia.
Il nostro intento era  quello di aprire uno spiraglio di luce sulla memoria storica della vita di questa straordinaria donna, umiliata in un momento importantissimo della sua  carriera,  che seppe imporsi e riproporsi, nel secolo scorso, in un contesto difficile, complesso, ma estremamente affascinante come lo è sempre stato il campo archeologico e tutte le sue arti annesse.

Riposa in pace Olga Elia.