venerdì 15 aprile 2016

ECCO PERCHE' IL PRINCIPE HIROHITO VENNE A TORRE ANNUNZIATA!!!

Particolare importanza storica rivestì, agli inizi degli anni venti, la visita in Italia, e a Napoli,  del principe ereditario giapponese Hirohito.
Infatti, a solo vent'anni, al ritorno da questo viaggio durato sei mesi in Europa, iniziò la fase di  "gestazione" del Giappone,  dopo che il padre lasciò la carica.


Cinque anni dopo, Hirohito venne eletto Imperatore, carica che mantenne fino al 1989, anno della sua morte.

Nel 1941, con l'attacco a Pearl Harbor contro la base militare statunitense alle Hawaii, formalizzò la dichiarazione di guerra agli americani.

Ancora oggi, a distanza di decenni,  gli storici sono divisi sulla sua figura in merito agli eventi della Seconda Guerra Mondiale.

Dopo la disfatta, a seguito del lancio della bomba atomica, Hirohito si offrì ai vincitori come capo espiatorio in cambio della pace per il suo popolo.  



Ritorniamo al viaggio a Napoli e provincia del 1921: la tappa di Napoli fu tra le piu' entusiasmanti per le numerose rappresentazioni ed eventi a cui potettero assistere gli illustri ospiti orientali.

In questo filmato d'epoca, la storica giornata napoletana, prima dell'arrivo a bordo di un cacciatorpediniere al porto di  Torre Annunziata e, a seguire, la visita agli scavi di Pompei. 




"Il principe ereditario del Giappone Hirohito ispeziona il dirigibile ' Norge ' a Napoli.
Vari corpi militari e civili provenienti da diversi paesi che accolgono il principe ereditario Hirohito e altri funzionari giapponesi in questa visita napoletana.
A fianco del principe è presente Umberto Nobile, costruttore e comandante di aeronavi ed esploratore polare italiano, padre del  ' Norge '."




Eccovi trascritto l'articolo pubblicato dal Corriere della sera il 19 Luglio del 1921.

 

"A mezzogiorno di ieri è giunto a Napoli il treno che trasportava il principe imperiale giapponese e il seguito. La stazione era tutta imbandierata e ornata con piante e fiori. Una compagnia di fanteria con bandiera e musica rendeva gli onori militari. Gli augusti ospiti sono stati ricevuti dal Duca di Spoleto e dalle autorità militari e civili locali. Dopo le presentazioni i principi e il seguito, accompagnati dalle autorità italiane, sono saliti in vetture speciali che li hanno portati all'Arsenale. Cordoni di truppa erano schierati lungo il percorso e la folla che si assiepava dietro i cordoni ha fatto una calorosissima dimostrazione di simpatia. Anche dalle finestre e dai balconi gremiti si applaudiva con entusiasmo. Nel salone dell'Ammiragliato è stato offerto ai Principi un pranzo, presenti la Duchessa d'Aosta, il Duca di Spoleto, dignitari di Corte, le autorità militari e civili.
Stasera il principe Hirohito accompagnato dall' ammiraglio Del Bono e dal seguito, si è imbarcato sul cacciatorpediniere dirigendosi a Torre Annunziata e da qui, in automobile, a Pompei. Dopo una visita agli scavi, l'augusto ospite è tornato a Napoli. E oggi le navi giapponesi Katori e Kaskina, con a bordo il principe Hirohito e il seguito, salutate dalle navi italiane, hanno lasciato il porto di Napoli diretto al Giappone."

sabato 9 aprile 2016

TORRE IN ALLARME! ARRIVANO GLI INGLESI COLEROSI?CACCIATI!!! L'ERRORE DEL MEDICO MALTESE.


Emblematici questi due articoli, raccolti dal Corriere della Sera, su come fosse terribilmente vivo negli animi dei nostri concittadini il terrore e la preoccupazione per il male contro cui avevano lottato soltanto qualche anno prima: il colera.
Bastò l'arrivo di una nave inglese, al cui interno vi furono due persone morte, fatte scendere allo scalo precedente di Malta. Come si seppe piu' avanti , morirono per aver bevuto acqua malsana.
Cadde così sull'intero equipaggio il sospetto che tutti a bordo fossero colpiti dal morbo infetto.
Immediata la reazione dei torresi, che non permisero alla nave di avvicinarsi al porto.
Gli aiuti furono recapitati lontano dalla zona di sicurezza e, nonostante questo accorgimento, al ritorno la barca che portò i viveri venne bruciata.
Ma non voglio togliervi la sorpresa di questa storia che, a causa delle non ottime qualità delle immagini degli articoli, ho preferito trascriverle integralmente.
Alla fine, arriva il colera... o forse no, oppure è solo rimandato?
Il finale è a sorpresa.  
Buona lettura.


L'ARRIVO A TORRE ANNUNZIATA D'UN PIROSCAFO INGLESE INFETTO DA COLERA.

1 agosto 1892:


 PORTO di TORRE ANNUNZIATA
 
 "Giunse stamane​ a Torre Annunziata il piroscafo inglese Albany proveniente da Taganrog. Si
sapeva che era stato sfrattato da Malta senza neppure permettergli di provvedersi il carbone, perché ebbe due morti di colera a bordo durante il viaggio. Le autorità marittime di Torre Annunziata, secondo le istruzioni del Ministero dell'Interno, fecero ancorare il piroscafo fuori del porto, lo rifornirono dei viveri indispensabili e di carbone e lo inviarono alla stazione sanitaria
dell'Asinara, avendo il capitano dichiarato di non poter proseguire il viaggio per l'Inghilterra.

 All'Asinara il piroscafo venne completamente disinfettato e vi saranno tenuti in opportuna osservazione  15 uomini di equipaggio onde assicurare sia escluso ogni pericolo infezione,
qualunque sia la ulteriore destinazione del piroscafo."




 LA NAVE INGLESE ALBANY RESPINTA A MALTA CHE PROVOCO' L'AGITAZIONE  TORRE ANNUNZIATA -
MOLTO STREPITIO PER NULLA-


14 agosto 1892-
 

"Ricorderanno i lettori le dimostrazione fatte a Torre Annunziata, contro le autorità che permisero alla nave inglese Albany, ora in osservazione al Lazzaretto dell'Asinara, di gettare l'ancora in quel porto e di rifornirsi di viveri e di carbone, perché si diceva che in quella nave fosse scoppiato il colera.
Per calmare gli spiriti eccitati di quella popolazione venne bruciata la barca che portò a bordo i viveri, e, mandata la nave all'Asinara. Ora la "Nuova Sardegna" di Sassari pubblica queste notizie di cui garantisce l'esattezza, sulla odissea di quella nave. La Albany con 17 uomini d'equipaggio, diretta a Taganrog, città russa, posta sul Mar Nero, per imbarcarvi del grano, difatti ne' porta 17000 quintali, dopo essersi fermata da acqua a Costantinopoli.
Giunse a Taganrog che già vi erano scoppiati due casi di colera; ivi caricò il grano, e si mise in viaggio per rifare la rotta fino a Torre Annunziata passando per Malta. Durante il viaggio s'ammalò uno dell'equipaggio così che il comandante prima di entrare in quel porto, segnalò di avere un ammalato a bordo, e desiderare un medico. Arrivato questo, e conoscendo la provenienza della nave da un paese infetto, con un coraggio da ... coniglio, rifiuta di salire a bordo, e, fatto portare sopra coperta l'ammalato, sentenza che si tratta di un caso di colera e che la nave doveva ripartire senza aver avuto contatto con chicchessia.
 Figurarsi il panico che si impadronì dell'equipaggio, saputo da avere a bordo un coleroso. La nave proseguì il suo triste viaggio, e mentre quel coleroso migliorava, e guarì difatti nell'attraversare lo Stretto di Messina, due fuochisti si ammalarono con disturbi intestinali e soccombettero. Questi decessi impressionarono vieppiu'  l'equipaggio, che scarseggiava  di viveri e di carbone. In tale stato d'animo si proseguì per Torre Annunziata con l'intenzione di sbarcarvi il grano e con la speranza che ivi finisse la dolorosa storia.
Ma come abbiamo detto non si permise di sbarcare il grano, e non si sarebbero nemmeno concessi i viveri ed il carbone senza un telegramma del Ministero, che l'impose, ordinando in pari tempo alla nave di recarsi in osservazione all'Asinara.
 Quivi giunta l'Albany, fu visitata dal medico provinciale dottor Merlo e dal medico della stazione sanitaria. Questi procedettero ad una rigorosa investigazione e si riscontrò che la sanità era perfetta ... e molto il panico.
Solo quattro accusarono dei disturbi intestinali, e fatti subito scendere furono tenuti in osservazione nel lazzaretto. Ma non si riscontrò alcun sintomo clinico di colera, ed esaminate le feci si trovò la fine inesistenza assoluta del bacillo di Koch. Dopo quattro giorni in quattro ammalati furono rimandati a bordo.
Intanto si procedette ad una rigorosa disinfezione di tutti gli effetti della nave, furono anche disinfettate e ritinte le pareti.
Ed ora quale la causa della malattia dei tre marinai e della morte dei due fuochisti? Abbiamo detto che la nave si rifornì d'acqua a Costantinopoli. Tutti sanno che l'acqua della capitale ottomana è malsana, non potabile. Ed è in essa che i distinti sanitari che procedettero alle indagini dell'Asinara riscontrarono l'origine della malattia.
I marinai bevevano quell'acqua senza che fosse bollita e filtrata come il capitano voleva e praticava, ed i due fuochisti, esposti al calore della macchina e arsi dalla sete, pare che ne abbiano bevuto in soverchia quantità.
Difatti esaminata l'acqua la si riscontrò torbida e verdastra.
Oltre alla originaria imputabilità la rendevano piu' dannosa la permanenza di oltre un mese nella cisterna, e lo stato poco igienico di questa, le cui pareti da molto tempo non erano state pulite e disinfettate.
L'analisi e la cultura delle acque confermò tutto ciò dimostrando l'esistenza di amebe ed altri microrganismi
, il cui sviluppo venne anche favorito dalla alta temperatura della cisterna. Così non si tratta affatto di colera e se il medico maltese avesse avuto un po' più di coraggio nulla sarebbe avvenuto e il vapore avrebbe proseguito la sua rotta senza tanti disturbi e tanti danni.
Fu già telegrafato e scritto al Ministero il risultato delle indagini proponendo che la nave venga ammessa in libera pratica.
Si attende tuttora la risposta. "


ALBANY, tratta dalla rete

venerdì 1 aprile 2016

APRILE 1965 A TORRE ANNUNZIATA, CHI LO AVREBBE MAI DETTO....

Tra le notizie che abbiamo ritrovato e ripubblicate nel corso di questi anni, alcune di esse hanno saputo ritagliarsi uno spazio in questo blog per la loro curiosità, qualcuna la abbiamo scelta  per come ha saputo emozionarci nonostante il tanto tempo trascorso dall'accaduto, la stragrande maggioranza per averci reso orgogliosi degli eventi  o del valore dimostrato dai nostri concittadini.
La notizia che pubblichiamo oggi, riportata dal "Corriere della sera" nell'edizione nazionale del 29 Aprile del 1965, riesce a riassumere tutte e tre le sensazioni riportate sopra: curiosità, emozione, orgoglio.
Leggiamola questa notizia, allora.
Nel 1965, nel ventennale della morte di Benito Mussolini, un gruppo di "nostalgici" del Duce organizza una messa per ricordarne l'evento.
Ecco, la  prima curiosità è questa. 
Che a Torre Annunziata, nel 1965,  ci fossero ancora dei nostalgici del fascismo,  raggruppati nel "Movimento formazioni nazionali corporative" mi ha molto stupito.
Inevitabile, è questo mi ha reso orgoglioso, la reazione degli antifascisti torresi, che, praticamente, hanno accerchiato la Parrocchia della Santissima Trinità, per protestare ed impedire questo "penoso" evento.

Chiesa SS. Trinità, Torre Annunziata

Sicuramente ci saranno stati dei tafferugli tra i due schieramenti, non riportati in modo diretto dall'articolista, ma facilmente immaginabili.
La pubblica sicurezza e i carabinieri, intervenuti con squadre di rinforzo da Napoli per evitare ulteriori incidenti tra le due fazioni, decisero di chiudere le porte della chiesa al cui interno rimasero il gruppo di fascisti per lo svolgimento della funzione commemorativa.
Era il 1965, a Torre Annunziata, chi lo avrebbe mai detto...


Corriere della sera, 29 Aprile 1965