venerdì 18 settembre 2015

Ecco come Ciro,"l'eterno secondo", perse dopo 50 anni l'ultima finale...






"UNA NOSTRA PROPOSTA:
UN NOME AL COMUNALE:
CIRO VISCIANO"


“ L’Indimenticabile Ciro Visciano, portiere coraggioso e volitivo del nostro Savoia del periodo aureo del calcio torrese.

Seppe, negli anni in cui difese la rete della squadra savoiarda, conquistarsi l’unanime apprezzamento del pubblico, soprattutto nei due famosi incontri col “Genoa”.

Tempi del calcio pionieristico.

Il nostro Ciro Visciano, lasciava il suo lavoro di operaio mugnaio e, da autentico figlio di Torre Annunziata, correva sul campo per difendere i colori della “sua “ squadra, perché unico torrese, oltre Mario Orsini, della compagine.

Poiché il Savoia raggiunse il miglior traguardo della sua gloriosa storia calcistica nel fatidico incontro della finalissima col Genoa, non potrebbe l’Amministrazione Comunale dedicare il nostro campo sportivo alla memoria di Ciro Visciano, fulgido esempio di generosa carriera sportiva e di attaccamento alla città natale? “  

Questo l’articolo pubblicato il 21 settembre 1974 da “La Voce della Provincia”.

 Dopo quell'articolo cadde il silenzio sul nome del personaggio a cui intitolare il nuovo stadio che si andava a ristrutturare a piazzale Gargiulo.
La decisione venne presa  nel Giugno del 1981 su iniziativa dell'avvocato Farro.
La Giunta municipale presieduta del socialista Antonio Vitiello decidono per intitolare lo stadio al Capitano Alfredo Giraud, vice presidente del Savoia 1924 e papà dei tre gioielli oplontini, Raffaelino, Michelino e Giovannino.  http://goo.gl/mWMeHT

In effetti, erano poche le possibilità affinché la candidatura di Ciro Visciano risultasse vincente contro la mitica Famiglia Giraud, una istituzione a Torre Annunziata.
Anche questa volta la vittoria non arrivò ma non per questo venne dimenticato dai numerosi sportivi che ricorderanno sempre quella favolosa squadra il cui inizio faceva cosi... "SAVOIA- Visciano, Nebbia, Lo Bianco..."

Va dato atto e onore al Direttore della Voce, Pasquale  D'Amelio, di averci provato nel far prevalere la causa della "torresità" sul nome di Ciro Visciano.

La Voce della Provincia 21 Settembre 1974
 
Seguiamo adesso, da vicino, il percorso sportivo e privato di Ciro Visciano, per quello che siamo riusciti a reperire.

Ciro Visciano fece il suo esordio nel Savoia l’11 Marzo 1923 nella partita giocata a Torre Annunziata dal Savoia contro la Cavese. 
Il risultato fu di 7 a 2 in favore dei nostri.
In quel campionato, fu l’unica partita in cui Visciano difese la porta dei bianchi, il portiere titolare era Pelvi.
Il Savoia, quel campionato, venne sconfitto dalla Lazio di Bernardini nella doppia finale di Lega Sud.
                     http://goo.gl/te2tk5


L’anno successivo la rivoluzione iniziò in società.

Teodoro Voiello subentrò a Pasquale Fabbrocino e pianificò una grande campagna acquisti per integrare la fortissima rosa a disposizione di Mister Di Giorgio.

Tra le novità, lo scambio tra portieri tra il Savoia e lo Stabia con  Pelvi che passò a difendere i gialloblu’ mentre in porta ai bianchi arrivò  Mario Beccaro.

In effetti il cambio portò bene al Savoia,  solo due reti subite da Beccaro su dieci partite, con le semifinali raggiunte dopo nove vittorie e un pareggio, proprio contro lo Stabia.

All’inizio delle semifinali, il colpo di scena!
 Visciano venne preferito a Beccaro a  difendere la porta bianco scudata fino al termine della stagione piu' esaltante della magnifica storia savoiarda.
                      http://goo.gl/CmerD9


Il resto è storia nota.


Possiamo aggiungere che Visciano rimase al Savoia  fino al 1925, per poi trasferirsi due anni a Bari, dove per due anni di seguito raggiunse il secondo posto in campionato.

Nel 1927 ritornò al Savoia disputando un'unica partita, il 23 Ottobre contro il Foggia terminata 2 a 2.

Nel 1928 lo ritroviamo a difendere la porta della Torrese, nata per colmare il vuoto lasciato dal Savoia dopo lo scandalo della partita con la Fiorentina e il fallimento.

Dopo un altro anno al Vomero, il rientro definitivo a Torre Annunziata a difendere i colori della sua squadra del cuore dal 1931 al 1935, precisamente fino al  9 Giugno in occasione dello spareggio qualificazione per la nuova serie C, perso dal Savoia contro la Bagnolese per 2 a 1, anche se poi il Savoia venne ripescato.


Interessante questo trafiletto del 1932 in cui si ritrova il Visciano impegnato come allenatore  provetto del Dopolavoro Leopardi, salvo poi proseguire ancora per tre anni come portiere titolare del Savoia. 

Il Littoriale 1932, numero 235.


   Era sposato con Elena Di Salvatore da cui ebbe tre figli: Maria, Rosa e Francesco. (Fonte Wiki)

Cimitero di Torre Annunziata-Foto di Antonio Papa-
Il suo luogo di riposo è ubicato al Cimitero di Torre Annunziata, in cui è raffigurato nella sua classica posizione in questa foto, ormai entrata nel cuore e nella memoria di noi vecchi tifosi del glorioso squadrone savoiardo. 

PS- I DATI DELLE PARTITE, COME SEMPRE, SONO REPERITI DA "SAVOIA STORIA E LEGGENDA" DI PEPPE LUCIBELLI, CALVELLI E SCHETTINO. 
CHI NON POSSIEDE QUESTA BIBBIA DEL SAVOIA NON SA CHE COSA SI PERDE...

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