giovedì 29 maggio 2014

ECCO PERCHE' IL COMUNE DI TORRE ANNUNZIATA REGALAVA SOLDI ALLA RUSSIA!!!

DANDO UN'OCCHIATA AI REGISTRI DEL CONSIGLIO COMUNALE DELLA NOSTRA CITTA' MI SONO IMBATTUTO IN QUESTA CURIOSA NOTIZIA, VERBALIZZATA NELLA SEDUTA DEL 1921.

LA GIUNTA COMUNALE ERA PRESIEDUTA DA GINO ALFANI E RIMASE IN CARICA DAL 1920 AL 1923, ANNO IN CUI CON L'AVVENTO DEI FASCISTI FURONO SCIOLTE LE GIUNTE SOCIALISTE IN CARICA DEMOCRATICAMENTE ELETTE.

SI TRATTA DI UN VERSAMENTO DI LIRE 100 A FAVORE DELLA RUSSIA, PROPOSTO DALLA LEGA DEI DAZIARI CHE CHIEDEVANO CHE LA SOMMA FOSSE PRELEVATA DAL FONDO MULTE E CONTRAVVENZIONI A DISPOSIZIONE DEL COMUNE DI TORRE ANNUNZIATA.

INCURIOSITO, SONO ANDATO A CERCARE L'INTRECCIO TRA 1921 E LA RUSSIA DI LENIN, E LA PRIMA NOTIZIA CHE E' SALTATA FUORI E' STATA QUELLA RELATIVA ALLA GRAVE CARESTIA CHE SI ANDAVA  PROPAGANDO IN QUELLA LONTANA TERRA,
CARESTIA CHE NEL CORSO DI TRE ANNI PROVOCO' QUASI SEI MILIONI DI MORTI .



                              https://goo.gl/Ky2aJJ

 

PERSONALMENTE, SONO RIMASTO FAVOREVOLMENTE COLPITO DALLA NOTIZIA.
IL GRANDE CUORE DEI TORRESI, ANCORA UNA VOLTA, PUO' ESSERE ADDITATO AD ESEMPIO PER IL MONDO INTERO.

PS = SE QUALCUNO VOLESSE AVVISARE  PUTIN E QUESTI  VOLESSE RICAMBIARE IL FAVORE, A QUASI CENTO ANNI DI DISTANZA  DALL'AIUTO DEL POPOLO TORRESE, SAREBBE IL BENVENUTO... :)

venerdì 23 maggio 2014

24 MAGGIO, RICORDIAMO L'EROE TORRESE, MEDAGLIA D'ORO, UOMO VERO!


IL 24 MAGGIO SI COMMEMORA LA FIGURA DI UNO DEI PIU' VALOROSI UOMINI CHE ABBIA ESPRESSO LA NOSTRA TERRA, RINNOVIAMO SEMPRE IL SUO RICORDO E RACCONTIAMO  LA SUA STORIA  PER RICORDARCI DELL'ASSURDITA' E DELLE ATROCITA' COMMESSE IN TUTTE LE GUERRE, CAUSA DI MILIONI DI VITTIME INNOCENTI.



                                            ROCCO VINCENZO

ROCCO Vincenzo  di Gabriele e di Luigia Valenti, nacque a Torre Annunziata di Napoli il 27 settembre 1893 e morì in combattimento sul Carso il 24 maggio 1917.

                                                                                                                                                                   Studente a Napoli della Scuola professionale “Alessandro Volta” nel 1913 venne chiamato alle armi
per svolgere il servizio di leva. Ammesso al corso allievi ufficiali di complemento presso l’81°
reggimento di fanteria della brigata “Torino”, dopo la dichiarazione di guerra all’Austria del maggio
1915, conseguita la nomina a sottotenente nel mese di luglio, venne assegnato al 2° reggimento
della brigata “Granatieri di Sardegna” che raggiunse in zona di operazioni sul basso Isonzo presso
Monfalcone.  Passato  poi  con  il  reggimento  sulle  trincee  di  Oslavia  prese  parte  nei  primi  di
novembre ai combattimenti per il possesso della quota 188 nella terza battaglia dell’Isonzo e
durante la quale i granatieri ebbero a combattere con valore.
Il successivo 21 novembre durante l’attacco al Monte Sabotino, dopo aver raggiunto una posizione
avanzata sottoposta a violento fuoco di fucileria e armi automatiche, rimasto l’unico ufficiale del
reparto  ne  assunse  il  comando  organizzando  la  difesa  della  posizione  nonostante  i  reiterati
contrattacchi austriaci. Per questo comportamento gli venne assegnata la Medaglia d’Oro al Valor
Militare. Con il medesimo slancio combatté nel mese di agosto durante la sesta battaglia dell’Isonzo
nel Vallone carsico. Durante il combattimento il suo comandante di compagnia rimase ferito e
Rocco, assunto il comando della compagnia in un momento assai delicato del combattimento, la
condusse con slancio sull’obiettivo che gli era stato assegnato venendo decorato di una seconda
medaglia di bronzo al valore. Nominato sottotenente in servizio permanente e promosso tenente nel febbraio del 1917, pochi mesi dopo prese parte alla decima battaglia dell’Isonzo.
Il mattino del 24 maggio l’attacco, eseguito con slancio e bravura dai granatieri per la conquista delle  quote  235,  238  e  241  verso  Selo  sul  Carso. 

 In  serata  gli  austriaci,  con  un  improvviso contrattacco, nonostante la strenua difesa opposta dai granatieri riconquistarono alcune posizioni e, in  particolare  riuscirono  a  riprendere  la  contrastata  quota  241. 
A  rinforzare  l’ala  destra  del reggimento fu inviata l’11a compagnia comandata dal tenente Rocco che, accortosi del movimento di sorpresa degli austriaci decise di resistere sul posto sino all’estremo sacrificio. Continuò, con
ammirevole sangue freddo ad incitare i suoi uomini a non cedere.


Colpito a morte nel violento e impari combattimento Rocco cadde sul campo tra i pochi superstiti
della sua compagnia.

Con decreto legge del 22 novembre 1917 gli venne concessa la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Nella stessa zona, il giorno prima, era morto il fratello del mio bisnonno, Gaetano Papa, arruolato in fanteria con la Brigata "Arezzo 225".
 (clicca  per leggere il suo post )   http://goo.gl/wbBmhC


sabato 17 maggio 2014

20 MAGGIO, LA TRAGICA MORTE DEL BARONE VITALE NEL CAFFE' UMBERTO IN GALLERIA A NAPOLI!!!

GUIDO AMEDEO VITALE
28 NOVEMBRE 1872, TORRE ANNUNZIATA

20 MAGGIO 1918 , NAPOLI

Ogni volta che racconto la storia di un personaggio legato a Torre Annunziata per essere il suo luogo di  nascita o di morte, resto sempre ammirato dalla assoluta levatura mondiale che tali personalità rivestivano all'epoca della loro esistenza.
Un tale livello culturale cosi avanzato non poteva che dipendere dal fatto che Torre Annunziata fosse una delle città italiane piu' preparate in tutti i settori, trainata dall'economia del suo oro bianco.
Oggi voglio portarvi a conoscenza della storia di Guido Amedeo Vitale, vissuto tra la fine dell'ottocento morto tragicamente nel 1918.
Le informazioni ritrovate in rete, come spesso accade, mostrano qualche pecca che pochi hanno recepito e per cui  credo sia opportuno correggere anche la piu' piccola inesattezza anche e soprattutto per la futura memoria.
Su Wikipedia "Guido Amedeo Vitale .... è nato da Diego Vitale...."
Iniziamo da qui la verifica tramite il certificato di nascita dell'epoca; il suo nome a battesimo dichiarato davanti all'ufficiale signor Domenico Palumbo, segretario comunale (fratello del grande maestro Costantino Palumbo, ma questa è una bella storia di cui racconteremo piu avanti...), dicevamo che il suo nome è trascritto in Guidoamedeo Vitale , figlio di Arturo (non Diego) vice agente dell'imposte, sbarcato a Torre  causa trasferimento predisposto dal Ministero delle Finanza per il suo delicato ruolo lavorativo, a sua volta figlio del  Giovanni Vitale, Barone di Pontagio, Sicilia.

Sua madre era la signora Giuditta Napoletano.
Guido Amedeo era considerato il maggior sinologo del secolo scorso, la sua conoscenza delle lingue tra cui il cinese, il cinese/mandarino, il mongolo, il giapponese, il russo ed altre     ( addirittura sembra  che fosse l'unico diplomatico con cui parlasse l'Imperatrice per cui era l'interlocutore preferito) lo porto' ad occupare prestigiose poltrone sia a livello politico che in rinomate cattedre.
Guido è stato il protagonista della mediazione italiana per ottenere la concessione di parte del territorio cinese a Tiensin all'epoca della rivolta nazionalista  dei Boxer del 1901, i quali avevano iniziato la lotta contro gli eserciti stranieri che miravano ad espandersi nel territorio cinese.
Dopo tanti anni a Pechino nel 1914 ritornò a Napoli con sua moglie Maria Luisa Wang e nel 1916  venne prescelto per dirigere  l'Istituto Universitario Orientale di Napoli.
Ecco la cronaca della sua morte avvenuta il 20 maggio 1918, a soli 46 anni,  riportata dal quotidiano "La Stampa " di Torino:
"Il 20 maggio del 1918 , mentre era intento a gustarsi un caffè  il barone Guido Vitale, presidente dell'Istituto orientale di Napoli stasera al Caffè Umberto in Galleria, volendo dividere due giovinastri che nell'interno del caffè erano venuti a questione, venne ferito mortalmente da un colpo di rivoltella e moriva poco dopo mentre lo trasportavano all'ospedale dei Pellegrini.
Il Vitale era forse l'unica persona, in Italia che conoscesse le lingue orientati, compresa la cinese, avendo vissuto per circa una trentina d'anni a Pechino, quale addetto a quella Legazione d'Italia. Egli ricopriva, inoltre numerose altre cariche, tra cui quella, di membro dalla Commissione del Ministero delle Colonie. Il fatto ha prodotto in tutta la cittadinanza viva impressione. I due giovinastri vennero arrestali. Non si sa ancora se il colpo di rivoltella che uccise il Vitale sia partito casualmente."

Un'altra mente eccelsa, un altro illustre personaggio nato nella nostra amata città venne, dimenticato  e lasciato nell'oblio.
Finanche a Napoli gli venne almeno dedicata una strada.
Di lui pochissimi si sono occupati per rimarcare i suoi studi, il suo impegno, la sua capacità.
Nel nostro piccolo lo ricorderemo almeno due volte l'anno , il 20 maggio giorno della sua morte e il 28 novembre (1872) giorno della sua nascita nella centralissima via del Popolo 67 a Torre Annunziata.

Cliccando sul link un bell'articolo sulla sua figura:                       http://goo.gl/EkpkUC

venerdì 9 maggio 2014

10 MAGGIO 1866- NASCE L'UOMO CHE COMBATTE PER I DIRITTI DELL'OPERAIO TORRESE!!!



Oggi 10 maggio si ricorda l'anniversario della nascita di Luigi "Gino" Alfani, nato ad Agnone il 10 maggio del 1866.
Tante pagine sono state scritte su questo personaggio che ha avuto il merito ed il coraggio di intraprendere il percorso che  lo ha contraddistinto nel campo sindacale, politico ed umano.
Sappiamo tutti che con la sua professione di avvocato poteva tranquillamente permettere a se e alla sua famiglia una vita benestante negli anni d'oro di Torre Annunziata.
Volle invece essere dalla parte degli operai, degli ultimi, a conquistare e  difendere diritti che sembravano miraggi  per i numerosissimi uomini della manodopera torrese impiegati in tutti i settori, dalla pasta alle industrie, dal commercio alla pesca, che sotto la sua guida ottennero risultati che permisero a Torre Annunziata di essere indicata come una delle città italiane al vertice delle conquiste dei diritti sindacali.
Venne eletto, tra l'altro anche Sindaco di Torre Annunziata , con una giunta che rimase in carica dal 1920 al 1923 , quando con l'avvento del fascismo Mussilini fece sciogliere i Comuni governati  da amministrazioni di sinistra, ma su quello che fece quella giunta ci ritorneremo...
Sappiamo tutti come termino' la sua storia, peraltro inframmentata anche dall'espulsione dal P.C.I.. 
Oggi noi vogliamo ricordare ai posteri la figura di questo uomo che sfidò i potenti di allora compattando intorno a se un esercito di operai pronti a seguirlo nella sua folle e bella avventura.