domenica 15 ottobre 2017

20 OTTOBRE 2017- E' PRONTO IL SECONDO VOLUME!!!

Alla fine, quello che conta, è essere soddisfatti di quello che si è fatto.
Ormai mancano solo alcune ore e poi, finalmente, il nostro tanto atteso volume, il secondo, riguardante episodi e fatti trascorsi nella nostra citta di origine, Torre Annunziata , vedrà la luce.
Sono trascorsi due anni da quel 2015 in cui, assieme al mio infaticabile compagno di viaggio, concordammo di ricercare e raccontare ancora tante altre notizie ed episodi tratti dal mondo della carta stampata che riguardasse la nostra amata città.
Avvenne la sera stessa di quella presentazione, in Biblioteca Comunale.
L'affluenza delle persone che parteciparono all'evento ci spinse a riallacciare immediatamente il rapporto con il mondo degli archivi e quello del web, al cui interno sono conservate "memorie" che, attentamente spulciate, riportano a tempo immemorabile.
Lo dovevamo alla nostra città, lo dovevamo ai nostri amici, lo dovevamo a noi.
Alcune centinaia di copie stampate vennero esaurite in poco tempo.
Ne rimasero solo alcune che conserveremo per raccontare, almeno da parte mia, il nostro piccolo percorso di provetti scrittori ai nostri nipoti, con orgoglio.
Quella sera, un cenno di intesa tra noi due, sancì l'immediata partenza per la prosecuzione di quel progetto, con la realizzazione del  secondo volume.
Ad una condizione.
Che i fatti narrati, gli episodi descritti, fossero di assoluto interesse per i nostri lettori, in grado di raccontare l'evolversi, sia dal lato positivo che dal lato negativo di Torre Annunziata.
E diversi articoli pubblicati meritano una rilettura da parte del pubblico torrese per riscoprire e rendere omaggio a persone che meritavano un miglior riconoscimento per le loro azioni.
Pensiamo a Matteo Galdi, sindaco di Torre Annunziata, il  quale salvò da morte certa  migliaia di cittadini, quasi tutti di Torre del Greco, rifugiatisi presso di noi a seguito della violentissima eruzione del Vesuvio del 1861.
Nessuno aveva messo in risalto la sua azione nel corso dei due secoli scorsi, la sua opera benefica venne riportata da uno storico giornale napoletano, scritto in dialetto.
Oppure possiamo pensare al vice console dello Zar di Russia, Alexander Derevitsky, con la sua azione di rappresentante di quel grande paese, alle prese nella nostra città con il commercio del grano e i rapporti, molto personali, con i nostri industriali dell'arte bianca.
Anche su di lui siamo riusciti a svelare un segreto che deve averlo segnato per tutta la vita, per l'amore e la compassione con cui ha seguito e fatto tumulare, nel nostro cimitero, la sua amata e misteriosa "contessa russa".
Per non parlare, poi, di Ercole Ercole, di Vito Sorrentino, figli di Torre Annunziata, o del Maggiore Pietro Toselli,  l'eroe di Amba Alagi, che nella nostra città era passato da giovane nel riordino della Real Fabbrica delle Armi.
Tante storie di tempi andati ma anche tante riguardanti la fine dello scorso secolo.
Tra queste, i ricordi del club del "Giovedì sera", fondato tra gli altri dal dott. Mario Ricciardi, con la presenza di artisti assoluti della cultura oplontina e nazionale, tra cui Michele Prisco, Peppe Viola, e ospiti settimanali del calibro di Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Ave Ninchi, ecc.
Tutte storie che abbiamo ritenuto opportuno inserire per fotografare la realtà di una meravigliosa città che ci rende orgogliosi per la passione, la capacità, l'ingegno, il coraggio, con cui ha cercato di  combattere il naturale disperdersi di forze positive iniziato nel secolo scorso con la crisi dell'arte bianca.
In fondo, questo secondo volume, lo abbiamo fatto anche per noi che viviamo in una realtà completamente diversa, figlia dell'emigrazione e del rimpianto, per quello che doveva essere e non è stato.
Scrivere di Torre Annunziata è una necessità,  una condizione di benessere che da vitalità alla nostra abitudinaria azione quotidiana. E' come inserire linfa e ossigeno all'interno del nostro organismo, per rigenerarci.
E per questo possiamo ritenerci soddisfatti per il triplice obiettivo raggiunto: per la memoria della  città, per i nostri amici e per noi stessi.
Alla fine, come dicevamo all'inizio di queste note, l'importante è essere soddisfatti di quello che si è fatto, e noi lo siamo.

Vi aspettiamo.